L’uguaglianza per razza, sesso e religione

L’uguaglianza per razza, sesso e religioneSvegliati Napoli: in piazza per l'Uguaglianza | La Voce del Quartiere

Il secondo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dice che: “Ad
ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente
Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di
lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o
sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”.

La Dichiarazione Universale dei Diritti umani è un documento dove sono descritti
tutti i diritti della persona, ed è stato redatto dall’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite nel 1948, soltanto tre anni dopo la fine della Seconda Guerra
Mondiale.

Questo documento è stato creato dopo che tutto il mondo aveva potuto vedere il
genocidio di massa attuato nei campi di concentramento nei confronti degli ebrei
sotto il regime nazista. I maggiori capi di stato, dopo aver assistito a quello
scempio, hanno voluto provare a fare in modo che un evento simile non potesse
mai più accadere in futuro. Da qui è nata la Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani.

Quindi questo documento è stato creato affinché ci fosse uguaglianza nei diritti per tutti, indipendentemente dal sesso, la razza, la nazionalità e a religione.

Tuttavia questa Dichiarazione, in particolare il secondo articolo, non ha avuto fin
da subito grandi conseguenze sulla società, e ancora oggi questo articolo non
rispetta totalmente la realtà.

Infatti, sia ai giorni d’oggi sia in passato, in tutto il mondo è successo spesso di
sentire di discriminazioni avvenute nei confronti di persone che come unica colpa
hanno avuto soltanto di non avere la pelle bianca.

Parlando del presente, basti pensare alla storia di George Floyd: George Perry
Floyd era un uomo di colore, e il 25 maggio 2020, in America, a Minneapolis, lui
ha acquistato un pacchetto di sigarette in un negozio. L’uomo a cui aveva pagato
ha pensato che la banconota usata da George Floyd fosse finta, così quando
quest’ultimo è uscito dal negozio l’impiegato lo ha inseguito e intimato di restituirgli
le sigarette, e davanti al rifiuto di Floyd questo ha chiamato la polizia.

Quando la polizia è arrivata l’ha arrestato per aver usato valuta contraffatta.
Secondo i video delle telecamere diffusi su internet, George Floyd si è rifiutato di
salire sulla volante della polizia, allora un poliziotto, Derek Chauvin, l’ha fatto
cadere per terra, con un efferato atto di violenza, premendogli un ginocchio sul
collo.

Un testimone ha dichiarato che Floyd aveva supplicato Chauvin di togliergli il
ginocchio dal collo visto che non riusciva a respirare, ma invano.

Derek Chauvin gli ha tenuto il ginocchio sul collo per ben otto minuti, e quando è
arrivata l’ambulanza, George Floyd aveva perso coscienza già da tre minuti.
George Floyd è stato portato in ospedale, dove è stato dichiarato morto per
asfissia.

Parlando del passato invece un chiaro esempio di odio razziale è la morte del
quattordicenne Emmett Till: nell’estate del 1955 il quattordicenne Emmett Till si
trovava a Money, nel Mississippi. Il 24 agosto una donna bianca ventunenne,
Caroline Bryant, ha accusato ingiustamente Emmett di averla importunata.
A seguito di questo episodio Emmett venne rapito e condotto vicino a un fiume,
dove è stato brutalmente torturato e ucciso.

Il 3 settembre è stato celebrato il suo funerale a Chicago, dove oltre cinquantamila
persone sono giunte da tutta l’America per vedere il suo corpo.

La madre di Emmett, Mamie Till, ha fatto tenere aperta la bara, per far vedere a
tutti cosa era stato fatto al figlio, e il suo aspetto era talmente raccapricciante che
una persona su cinque si è sentita male dopo aver visto lo stato del suo corpo.
Successivamente, il 19 settembre 1955 a Sumner, in Mississippi, due uomini
bianchi sono stati accusati dell’omicidio di Emmett Till: sono Roy Bryant, il marito
di Caroline Bryant, e J. W. Milam, un suo amico.

I due vennero processati, e il loro processo durò solo cinque giorni, al termine deiquali una giuria composta da soli uomini bianchi li dichiarò innocenti.

Quattro mesi dopo, in un’intervista alla rivista Loop, che li pagò quattromila dollari,
dichiararono di essere stati loro ad aver ucciso Emmett Till. Ma a causa della
legge americana che impedisce ad una persona di essere processata due volte
per lo stesso crimine i due, nonostante la loro confessione, poterono continuare a
vivere la loro vita tranquillamente.

Un altro esempio che mostra quanto fosse radicato l’odio razziale durante quegli
anni è quello del Ku Klux Klan: è una società segreta americana nata
nell’Ottocento e che esiste ancora oggi, che nel corso degli anni è stata
responsabile di numerosi attacchi terroristici soprattutto nei confronti delle persone
di colore.

Infatti quest’organizzazione crede nella superiorità della razza bianca.
Il Ku Klux Klan è stato creato nel 1865 nel Tennessee, dopo la guerra di
Secessione e la fine della schiavitù del popolo afroamericano, e aveva come scopi
quelli di aiutare i familiari dei soldati sudisti deceduti durante la guerra, si
opponeva al diritto di voto delle persone di colore e voleva impedire azioni che
attenuassero la segregazione razziale.

Nel 1871 il presidente degli USA Ulysses Grant promulgò delle leggi nella quale il
Ku Klux Klan venne dichiarato un’organizzazione illegale.

Grazie a queste leggi il Ku Klux Klan venne ridotto notevolmente in tutti gli USA, e
anche se nel 1882 le leggi di Grant furono dichiarate incostituzionali il Ku Klux
Klan era stato ormai praticamente eliminato.

Venne formato un secondo Ku Klux Klan nel 1915, ma perse moltissima
popolarità dopo che David Stephenson, uno dei capi del nuovo Ku Klux Klan fu
processato e condannato per aver rapito e ucciso in modo incredibilmente feroce
l’insegnante bianca Madge Oberholtzer.

Alla fine, a causa di questo scandalo, il Ku Klux Klan perse così tanta popolarità
che venne sciolto nel 1944.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale molte organizzazioni si sono fatte chiamare Ku
Klux Klan e attualmente sono rimasti poche migliaia di membri di alcuni gruppi
dell’estrema destra americana.

Nel corso dei secoli il Klan è stato responsabili di numerosissimi omicidi e atti terroristici nei confronti delle persone di colore.

Purtroppo durante i secoli non solo le persone di colore sono state discriminate,
ma anche le donne lo sono state perché considerate inferiori.

Ancora oggi esistono degli episodi in cui le donne sono state attaccate da uomini
soltanto per il loro sesso, basti pensare ai femminicidi che si leggono spesso sul
giornale, tuttavia non ci sono tanti episodi di discriminazione verso le donne come
quanti ce ne erano in passato.

Infatti basti pensare che in Italia fino al 1946 le donne non potevano votare, e
questa è soltanto una delle numerose attività che le donne, diversamente dagli
uomini, non dovevano o potevano fare.

Il periodo peggiore in assoluto per la condizione della donna è stato sicuramente il
Medioevo, dove le donne per i motivi più assurdi venivano condannate al rogo con
l’accusa di essere delle streghe.

Per esempio una donna nel Medioevo poteva essere considerata una strega per
questi motivi: il primo motivo è non saper leggere la Bibbia, infatti all’epoca si
credeva che le creature demoniache non fossero in grado di leggere la parola di
Dio. Il problema era che in pochi sapevano leggere, quindi se una donna non
riusciva a leggere le parole scritte nella Bibbia era perché era analfabeta, non una
strega.

Un altro motivo era il fatto di avere i capelli rossi, perché il rosso era ritenuto il
colore del demonio.

Ci sono moltissimi altri motivi, ma questi sono in assoluto i principali, che
dimostrano quando assurdo fosse il pensiero all’epoca e quanto difficile fosse la
vita per le donne.

Molti secoli dopo, durante la Rivoluzione Francese le donne combatterono
accanto agli uomini per la libertà della Francia, e celebrarono la vittoria in modo
simile. Tuttavia gli uomini non tollerarono che le donne potessero avere i loro
stessi diritti, quindi le costrinsero ad abbandonare la guerra e a tornare alle
faccende domestiche.

Durante l’epoca vittoriana la condizione delle donne divenne sempre più
complicata a causa di un pensiero di “donna angelo” che si sviluppò nella società.
Questo pensiero vedeva le donne come esseri purissimi, e pertanto queste
praticamente potevano solo fare figli e occuparsi della casa. Infatti non potevano votare, avere una proprietà intestata a loro, e l’unica attività che potevano
svolgere era quella di domestica.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, precisamente nel 1946, grazie al movimento
nato dalle suffragette, donne che protestavano perché venisse riconosciuto il
diritto di voto alle donne, e alle manifestazioni delle donne in tutti i paesi, in Italia
le donne poterono votare per la prima volta.

Attualmente secondo il World Economic Forum l’Italia su cento quarantacinque
paesi è al quarantunesimo posto per l’uguaglianza di genere.

Durante i secoli ci sono state diverse icone femministe, ovvero donne che sono un
esempio per quanto riguarda l’emancipazione femminile.

Secondo me una tra le più importanti icone femministe di sempre è Marie Curie.
Marie Sklodowska Curie nacque il 7 novembre 1867 a Varsavia, in Polonia, ed è
riuscita a farsi valere nei campi della fisica e della chimica in un’epoca difficile per
le donne, ed è stata la prima donna a vincere il premio Nobel.

A quei tempi la Polonia era oppressa dalla Russia zarista, così nel 1891 si trasferì
a Parigi per lavorare.

Lì nel 1894 incontrò Pierre Curie, un fisico assieme al quale scoprì il polonio nel
1898, scoperta che le fece ottenere il premio Nobel per la fisica.

I due si innamorarono e si sposarono nel 1895.

Poi Pierre nel 1906 fu investito da un carro e morì.

In quel periodo Marie aveva ottenuto la cattedra alla Sorbona, ed è stata la prima
donna ad ottenere quell’incarico., quindi si concentrò più che mai sul lavoro.

Poi nel 1910 incontrò Paul Langevin, e i due divennero amanti, ma la loro storia fu
considerata uno scandalo, infatti lui era già sposato, e nonostante il suo
matrimonio fosse in crisi, Marie fu additata come una donnaccia.

Infatti quando nel 1911 vinse il premio Nobel per la chimica le suggerirono di non
presentarsi alla cerimonia, ma lei andò a ritirare il premio di persona.

La condizione sia delle donne sia dei neri è migliorata nel corso dei secoli, tuttavia
ci sono ancora molti passi avanti che l’umanità deve fare perché ci sia una vera e
propria uguaglianza di razza e di genere.

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